Dietro una diagnosi di tumore c’è un intero ecosistema di ricerca che lavora in parallelo, con strumenti e linguaggi diversi ma con un solo scopo: capire la malattia per combatterla meglio. In questo intervento, ricercatrici e ricercatori del laboratorio di biostatistica e bioinformatica, di farmacologia e di psiconcologia raccontano, ciascuno dalla propria prospettiva, come si costruisce oggi la ricerca in oncologia, attraverso un format a più voci: brevi interventi in sequenza, uno per ogni disciplina, che si susseguono sullo stesso palco per comporre insieme un unico racconto corale.Si parte dal laboratorio di Biostatistica e Bioinformatica, che con tre ricercatori mostra come i dati possano anticipare il decorso della malattia: dalle immagini di TAC e risonanze magnetiche, analizzate con la radiomica per estrarre informazioni invisibili all’occhio umano, ai vetrini istologici della patologia digitale, dove l’intelligenza artificiale riconosce pattern cellulari utili a diagnosi e terapia, fino al drug repurposing, che incrocia enormi basi di dati biomedici per scoprire nuove vite terapeutiche in farmaci già esistenti.Si prosegue con il laboratorio di Farmacologia Sperimentale, che con due ricercatori entra nell’ambito della ricerca raccontando la proteomica: la disciplina che studia le proteine nell’organismo, molto più mutevoli e informative del genoma perché riflettono ciò che succede nel “qui e ora”. Attraverso tecniche come la spettrometria di massa è possibile individuare firme molecolari precoci di malattia, prima ancora della comparsa dei sintomi: un contributo prezioso per tumori spesso diagnosticati in fase avanzata. Chiude la Psiconcologia: la voce di una sola ricercatrice che mette in relazione mente e corpo, studiando la persona nella sua globalità e nell’intreccio continuo tra dimensione psicologica e biologica. Attraverso strumenti psicometrici validati vengono esplorati e resi fruibili vissuti soggettivi complessi come il senso di dignità e la demoralizzazione, mentre la rilevazione di parametri oggettivi come il cortisolo, prelevato da campioni di saliva, consente di decifrare come ciò che viviamo sul piano psicologico possa riflettersi e interagire con i processi biologici. Perché mente e corpo sono un unico spartito.
Tre laboratori, un solo filo conduttore: mettere insieme numeri, immagini, molecole e persone per una medicina più precisa, più veloce e più vicina a chi ne ha bisogno.