Da scarto a risorsa: piccoli scienziati del riciclo agroalimentare

Ora

h 9:00-14:00

Dove

Attività in gazebo in Piazza Umberto

Enti proponenti

Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Università degli Studi di Bari Aldo Moro

Struttura

Diaprimento di Chimica UniBa

Referenti

Ghedini Elena

Tipo di attività

Attività in piazza

Destinatari

Studenti della scuola materna e primaria (0-9 anni), Tutte le età

Discipline

Scienze Chimiche, Scienze della Terra

Cosa succede alle bucce d’arancia, ai fondi di caffè o ai gusci d’uovo dopo che abbiamo mangiato? Diventano supereroi della scienza! In questo laboratorio interattivo, i piccoli ricercatori scopriranno i segreti dell’economia circolare. Attraverso un approccio sensoriale e semplici esperimenti, bambini e famiglie impareranno come gli scarti della cucina pugliese possono trasformarsi in colori naturali per dipingere, in nutrimento per le piante e persino in nuovi materiali ed energia, dimostrando che in natura la parola “rifiuto” non esiste.
La proposta è organizzata come una laboratorio interattivo a flusso continuo (durata: 10-12 minuti per ciclo). I bambini esploreranno quattro stazioni pratiche incentrate sul riuso di scarti comuni:
• Stazione 1: I colori invisibili (Estrazione di pigmenti dagli scarti). Mostreremo come le bucce di cipolla rossa, gli scarti di barbabietola o le foglie esterne dei della cicoria possano essere usati per estrarre pigmenti naturali. I bambini useranno questi estratti per fare piccoli disegni su carta. Con una “magia chimica” (aggiungendo una goccia di succo di limone o di bicarbonato), vedranno il colore cambiare tonalità a causa del pH, capendo come gli scarti possano sostituire i coloranti chimici industriali.
• Stazione 2: L’incredibile forza dei gusci e del caffè (nutrimento e protezione). Spiegheremo come i fondi di caffè e i gusci d’uovo siano miniere di nutrienti. I bambini schiacceranno i gusci d’uovo con un piccolo mortaio per trasformarli in polvere di calcio, potenziale fertilizzante per il terreno, e impareranno come il caffè tenga lontane le lumache senza usare veleni.
• Stazione 3: La bioplastica dalle patate (dimostrazione visiva). Mostreremo una bacinella con l’amido estratto dall’acqua di lavaggio delle patate o dalle bucce. Accanto, esporremo dei campioni di “bioplastica” morbida e biodegradabile già solidificata generata a partire da quell’amido e colorata con gli stessi estratti della stazione 1. Questo servirà a spiegare visivamente come gli scarti alimentari possano sostituire la plastica derivata da fonti tradizionali fossili.
• Stazione 4: Energia dalle bucce. Attraverso l’impiego di limoni o patate di scarto costruiremo un circuito elettrico che permetterà di illuminare un led colorato. I bambini impareranno come sia possibile generare energia rinnovabile e pulita utilizzando un fonte naturale e potenzialmente di scarto

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